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I LINGUAGGI DELL'ARTE

All’inizio fu la pittura rupestre. Non sappiamo quanto i contemporanei  di quegli artisti apprezzassero e capissero quelle performance, probabilmente il loro grado di comprensione era superiore a quella che io riesco ad avere confronti delle nostre avanguardie, postmodernismi e installazioni di vario genere.

 Non voglio certamente affermare con questo,che le attuali espressioni artistiche non abbiano tale valenza, ma che probabilmente i linguaggi usati all’interno di tali correnti non sono decifrabili dai più, ma che anzi siano stati creati ad uso e consumo per gli addetti ai lavori o per chi si atteggia a tale. Probabilmente avrei più facilità a interloquire con un marziano.

Detto questo, mi spiego perché poi la gente comune resti legata ad un certo tipo di pittura più facilmente comprensibile (impressionismo, rinascimento) e perché qualche artista cerchi di coniugare da una parte la sua particolare esigenza di produrre cose nuove e dall’altra,  quella di renderla, quanto più possibile, fruibile a chi sta dall’altra parte del vetro.

Tutto questo cappello per proporre alcuni lavori di un’artista che mi sembra andare in questa direzione, si chiama Stefania Floridi.

 

 

 

      

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 6/5/2005 alle 17.15 nella rubrica Diario.

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